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Comunicato Stampa Anziani non Autosufficienti

Comunicato stampa                                                                                                                                                                                                                Roma, 21 aprile 2021

 

Anziani non autosufficienti, si inserisca nel PNRR la proposta elaborata dal Network Non Autosufficienza. Una riforma storica a portata di mano: l’appello dei promotori e dei soggetti sostenitori al Presidente Draghi e ai Ministri Orlando e Speranza

 

Una semplificazione dei percorsi per accedere agli interventi pubblici in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti; un’ampia riforma dei servizi domiciliari; un investimento straordinario per migliorare le strutture residenziali del nostro Paese. Il tutto grazie ad uno stanziamento di sette miliardi e mezzo per il periodo 2022/2026.

È quanto prevede la proposta elaborata dal Network Non Autosufficienza della quale oggi i primi promotori (Alzheimer Uniti, Aima, Caritas, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Nazionale Terzo Settore, La Bottega del Possibile) e le numerose organizzazioni e sigle che hanno deciso di sostenerla, chiedono al Presidente del Consiglio Draghi ed ai Ministri Orlando e Speranza l’inserimento come progetto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Si tratterebbe di una riforma storica, ora a portata di mano e con la possibilità concreta che si avvii in queste ore, se si tiene fede all’impegno manifestato nelle scorse settimane dal Governo.

I dati su età e profili di fragilità delle persone decedute con il Covid-19 indicano che i più colpiti sono gli anziani non autosufficienti. E le grandi difficoltà incontrate dal sistema socio-sanitario pubblico nell’affrontare la pandemia confermano le criticità di fondo che – da tempo – lo affliggono. 

“L’ampia e significativa platea di soggetti della società che, in varia misura, sostengono tale proposta, testimonia un comune sentire circa l’urgenza di intraprendere un percorso di riforma per il futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti nel nostro Paese”, scrivono le organizzazioni promotrici nella lettera inviata oggi al Presidente Draghi e ai Ministri delle Politiche sociali e della Salute. “Sarebbe paradossale, infatti, che un Piano nato per rispondere a una tragedia dimenticasse proprio coloro che ne hanno pagato il prezzo maggiore. La proposta del Network Non Autosufficienza è dunque un’occasione da non perdere”.

 

La proposta nel dettaglio prevede: I) la semplificazione dei percorsi per accedere agli interventi pubblici, affinché si ricomponga l’attuale caotica molteplicità di enti, sedi e procedure differenti; II) un’ampia riforma dei servizi domiciliari, perché rispondano alle varie problematicità legate alla non autosufficienza e diventino un effettivo punto di riferimento per le famiglie e, in particolare, per i caregiver; III) un investimento straordinario per migliorare quelle strutture residenziali che necessitano di essere ammodernate e riqualificate, come hanno dimostrato le vicende della pandemia. 

Dato che si delinea un’azione riformatrice di sistema, gli interventi menzionati sono accompagnati da un pacchetto di azioni trasversali quali il rafforzamento della collaborazione tra Stato, Regioni e Comuni, l’introduzione di un sistema nazionale di monitoraggio, sinora assente, e un piano straordinario di formazione.

Per realizzare la proposta si prevede uno stanziamento di circa 7,5 miliardi per il periodo 2022-2026, 5 dei quali dedicati ai servizi domiciliari, e la cui titolarità dovrebbe essere condivisa tra il Ministero della Salute e quello del Lavoro e delle Politiche Sociali: “non si può, infatti, procedere ad una riforma senza operare finalmente una stretta interconnessione tra sociale e sanitario, per puntare a risposte integrate, cioè fondate su uno sguardo complessivo sulle condizioni degli anziani. Ma se non sono i Ministeri nazionali i primi a farlo, chiederlo agli enti locali è impossibile”.

 

A questo link potete trovare e scarucare la Proposta e la lettera con l’elenco delle organizzazioni promotrici e sostenitrici https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/salute/14068-anziani-non-autosufficienti-si-inserisca-nel-pnrr-la-proposta-elaborata-dal-network-non-autosufficienza.html

 

 

 

 

 

Ufficio stampa

Cittadinanzattiva: Aurora Avenoso, +39 348.3347603

Forum Disuguaglianze Diversità: Silvia Zingaropoli, +39 338.6433237

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Milano mette al bando il Fumo

AGI – Milano fa un passo avanti verso la salute e il rispetto degli altri con il Regolamento per la qualità dell’aria, approvato in consiglio comunale. A partire dal 1 gennaio bandisce il fumo di sigaretta all’aperto, tranne che in luoghi isolati: dalle fermate dei mezzi pubblici ai parchi, fino ai cimiteri e alle strutture sportive, come gli stadi, sarà proibito fumare nel raggio di 10 metri da altre persone. 

Un provvedimento che punta sia a ridurre il Pm10, sia a proteggere i cittadini dal fumo passivo, salutato con entisiasmo da Lorenzo Spaggiari direttore della chirurgia toracica dello Ieo, l’Istituto europeo di oncologia di Milano, che da anni porta avanti la battaglia iniziata dal suo fondatore Umberto Veronesi contro le sigarette.

Felicissimo che il fumo venga messo all’angolo, per noi è il male assoluto

“Sono felicissimo! Come chirurgo oncologo non posso che essere contento del fatto che il fumo, non il fumatore, ma il fumo di sigaretta venga messo sempre più in un angolo perché per noi è il male assoluto” ha spiegato in una intervista all’AGI. Il fumo di sigaretta “per un oncologo polmonare è quella cosa che sai che è la causa di tutti i problemi dei tuoi pazienti” e quindi bene queste limitazioni “per i pazienti che anche se sono ‘forzati’ a fumare meno, avranno un beneficio in termini di salute”. 

Tuttavia questo è un ‘primo step’ lungo la via dei divieti, in quanto non vieta del tutto sigarette e sigari all’aperto ma introduce il limite della distanza: proibito fumare nel raggio di 10 metri dagli altri.

Per le grandi rivoluzioni ci vuole tempo

Nel regolamento del Comune di Milano c’è già una data futura in cui il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto: il primo gennaio 2025, con una anticipazione di 5 anni rispetto alle intenzioni manifestate mesi fa dal sindaco Sala che parlava del 2030.  “Se facciamo questo – sottolinea Spaggiari - riusciamo a far passare un progetto che ha una sua valenza. Tutte le cose fatte da un giorno all’altro poi trovano grosse difficoltà nella realizzazione. La persona deve abituarsi”.

Si poteva fare di più?  “Noi siamo un Paese dove le cose devono essere fatte piano, perche’ le grandi rivoluzioni fanno fatica ad essere accettate” replica il professor Spaggiari. “E intanto il primo concetto è che chi vuole fumare, non deve fare del male agli altri”. 

Questo è un aiuto istituzionale, ben venga 

Come quando usci la cosiddetta legge Sirchia che nel 2003 vietò il fumo al ristorante, cosa che “oggi sarebbe impensabile da fare, per tutti”. “Le cose vanno fatte con calma – sottolinea -, le persone vanno aiutate, e questo è un aiuto istituzionale: ben venga”. 

E’ un gesto di grande civiltà: ‘se vuoi fuma ma non impormi il tuo vizio’

“Il fumo passivo è un fumo tossico, aumenta di molto la probabilità di malattie oncologiche, anche all’aperto”. E’ senza dubbio “un gesto di grande civiltà quello di dire se vuoi fumare all’aperto puoi, ma devi stare lontano da chi non fuma, non devi imporre il tuo vizio a chi non fuma”. E con questo il professore anticipa la replica a quanti parleranno di una limitazione della libertà individuale imposta dal regolamento: è il contrario.  

Servono campagne antifumo e educazione civica

Per Spaggiari “Questo e’ un primo passo”, l’altro, pure molto rilevante, sarebbe far comprendere bene alle persone fin dall’infanzia “con l’educazione civica, che fumare è come la droga: il fumo e’ una droga, c’e’ dipendenza”.  “Queste prese di posizione forti andrebbero associate a delle campagne antifumo molto importanti. Far capire alle persone, soprattutto ai giovani nelle scuole, che l’utilizzo delle droghe che creano tossicodipendenza, tra cui il fumo e l’alcol, sono cose da cui bisogna stare molto lontani”.

Per non parlare di un altro aspetto, quello dei costi di cui la società si fa carico per tutte le malattie che il fumo porta con se’. “Se nel mondo si smettesse di fumare, scomparirebbero l’85 per cento dei tumori del polmone, e l’85% degli interventi”. 

L’85% dei tumori al polmone è causato dal fumo di sigaretta 

Il tumore del polmone infatti è causato per l’85% dal fumo di sigaretta e dall’associazione, alcune volte, di altri fattori come possono essere l’amianto e il radon. “Ma mentre il radon – continua il professore – non possiamo evitarlo in Lazio e in Lombardia, dove c’è una percentuale superiore rispetto ad altre regioni, però il fumo di sigaretta sì, è una scelta personale, che possiamo decidere di evitare”. Insomma “se una persona vuole fumare almeno che ci sia la possibilità di rispettare gli altri”.

Convocazione Assemblea del 15-10

Ordine del giorno ASSEMBLEA

Novità: Ricarica Stroller

Un grande giorno per tutte le persone affette da patologie polmonari obbligate all’ossigenoterapia domiciliare.

Il Parlamento italiano approvando il decreto “CURA ITALIA” – volto a fronteggiare la pandemia COVID-19 – ha approvato di fatto una norma in esso contenuta, finalmente sostenuta dal Ministero della Salute, già proposta oltre vent’anni fa da A.M.O.R.. 

Tale norma consentirà a tutte le persone obbligate a fare uso di ossigeno (oltre 100 mila in Italia), di poter allontanarsi da casa senza limiti di distanza e di tempo, eliminando così la forte limitazione della propria libertà di movimento. Questo grazie alla nuova possibilità di ricaricare i propri stroller agilmente nelle strutture sanitarie individuate dalle Regioni o, in via sperimentale fino al 2022, tramite la rete delle farmacie dei servizi.

Un sentito ringraziamento a Walter Mazzitti, Malato di IPF (Fibrosi Polmonare Idiopatica), che oltre ad essere un Avvocato è anche consigliere giuridico presso il Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E grazie anche a tutte le associazioni, tra cui anche noi di AMOR, che lo hanno sostenuto a portare avanti la proposta con importanti suggerimenti, riuscendo a vedere insieme a lui la realizzazione di un progetto.

Covid-19: Quello che c’è da sapere

Risponde Adriano Vaghi Presidente AIPO-ITS

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La pandemia da coronavirus COVID-19 sta richiedendo enormi sforzi alle Istituzioni e al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) Italiano.

La capacità del SSN di rispondere efficacemente all’ingente richiesta di risorse sta rapidamente esaurendosi.

L’infezione da coronavirus 2 (SARS-CoV-2) [Covid-19], causa uno spettro di patologia eterogeneo ma dominato da polmoniti virali spesso 

determinanti grave insufficienza respiratoria con frequente necessità di supporto ventilatorio di tipo invasivo.

AIPO – ITS con i suoi Pneumologi, sta cercando di rispondere con tutti i suoi mezzi a questa crisi sanitaria.

Sta attuando diverse forme di formazione e di ricerca per gli Pneumologi per favorire le conoscenze e la condivisione delle prime esperienze Lombarde, centro del focolaio infettivo, 

nonché individuare la più efficace soluzione terapeutica.

 

Sta cercando di rispondere alle molteplici domande che pervengono dai Cittadini e soprattutto dai Pazienti,

per tale motivo abbiamo attivato  il Servizio COVID-19: QUELLO CHE C’E DA SAPERE – LO PNEUMOLOGO RISPONDE

un’area dedicata del sito web www.aiponet.it, dove gli Pneumologi risponderanno alle domande che perverranno dai Pazienti affetti da malattie Respiratorie Croniche.

Adriano Vaghi

Presidente AIPO – ITS

Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri

Italian Thoracic Society

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